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IL PORTO DI GENOVA

Storia

Lo sviluppo economico di Genova nell'antichità è legato indissolubilmente all'approdo navale, dal quale ha avuto origine il nucleo abitato sorto sulla collina di Castello intorno al VI secolo a.c. ad opera di popolazioni provenienti dal mare, differenti per cultura e modi di vita dalle tribù liguri residenti nell'entroterra montano.


Il porto allora altro non era che una semplice insenatura a ridosso del promontorio del Molo Vecchio e tale rimase forse fino al Medioevo. Con il risveglio dei commerci dopo l'anno Mille, i traffici navali riacquistarono importanza e sorsero i primi pontili in legname, monopolio delle più facoltose famiglie mercantili (Spinola, Grimaldi, Calci, Cattaneo e altre) importatrici di vari tipi di merce, tra cui spezie, sete e preziosi provenienti dal mondo islamico.


Veduta di Genova nel 1481
Veduta di Genova nel 1481


La Ripa, l'attuale Sottoripa, affacciata direttamente sul mare, fu per tutto il basso medioevo il centro degli affari: c'era chi contrattava gli acquisti, chi lavorava e sbarcava carichi dalle navi attraccate a pochi metri dalle case.

Porto e città erano dunque saldamente unite attraverso una sottile striscia di terra porticata, il mercato, dove la vita pulsava alacremente con un colore non molto diverso da quello che troviamo tuttora nelle casbah orientali


Presso il Centro di documentazione sulle popolazioni e le culture italiane nel mondo, costituito dalla Fondazione Giovanni Agnelli, sono disponibili tre distinte banche dati contenenti informazioni sui passeggeri di nazionalità italiana delle navi giunte nei porti di New York, Buenos Aires e Vitoria.



Per informazioni sulla emigrazione verso gli Stati Uniti d'America è possibile consultare il sito Ellis Land dell'American Family Immigration History Center.





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